DE BELLO LUDICO

2024

ProgettoILO AAR,Generale La carrozza della speranza

La carrozza della speranza

copertina de' La carrozza della speranza

Oggi condivido un’altra avventura che ho fatto durante il mio percorso di sperimentazione dei gioco con i chatbot. Questa volta ho usato WWII D-Day Simulator, un RPG GPT sviluppato da Nghia D Vuong. La storia è ambientata in Normandia, vicino a Caen, il 6 giugno 1944. Il mio personaggio è l’autista di un’ambulanza francese, una vecchia Citroën Type 23, assegnato alla Croce Rossa. La simulazione parte dalle 6:30 del mattino nel mezzo dei bombardamenti alleati che accompagnano lo sbarco. Durante la sessione il sistema mi segnala continuamente l’ora corrente nel tempo della simulazione e quanto tempo è trascorso dall’inizio, oltre ai chilometri percorsi durante i viaggi, la velocità e altri dati di rilievo.

Per quanto riguarda le scelte da fare il sistema indica sempre il fattore di rischio di ciascuna opzione e a questo proposito ho il sospetto che il chatbot sia troppo morbido, nel senso che tende sempre a preservare il protagonista dal disastro. Come si può leggere anche nel resoconto ho provato a chiedere spiegazioni all’IA e aggiustare il tiro istruendola ad adottare un fattore casuale anche laddove ci sono buone possibilità di successo in modo da rendere l’esito incerto mantenendo però sempre uno stile narrativo. Mi rimane comunque il dubbio che il chatbot integri veramente l’eventualità per il protagonista di morire nel mezzo dell’avventura, credo che ciò vada contro la sua strutturale tendenza ad aiutare l’utente e di conseguenza a preservare il suo avatar. Vedrò nelle prossime sperimentazioni se riesco a forzare di più la mano in questo senso.

Una simulazione storica emozionante e coinvolgente, inclusa anche una storia d’amore che sembra uscita da Addio alle armi di Hemingway. La narrazione in alcuni passaggi è un po’ retorica e leziosa (vedi i continui salamelecchi dei vari personaggi a ogni mio gesto), però è capace di smuovere le emozioni più intime e profonde. Ti senti calato dentro la storia e non puoi fare a meno di vedere come andrà a finire. Non è come leggere un librogame o giocare a un’avventura digitale anni ‘80 in cui le scelte sono predefinite: la storia non è scritta, ma si srotola in base alle tue scelte. Non dimenticare che sei protagonista e co-autore allo stesso tempo. Sei libero di seguire una qualsiasi delle strade proposte dal sistema, ma anche di ignorarle e andare completamente fuori pista imprimendo alla narrazione una svolta inaspettata: vedi l’episodio in cui il chatbot mi mette alla guida dell’ambulanza diretta verso una nuova destinazione e io decido di fermarmi e scendere per un tenero commiato da Claire. E la cosa divertente è che il sistema non ti dice che non lo puoi fare, ma ti segue architettando il nuovo episodio in linea con ciò che lo precede. Alle volte basta digitare una frase per mettere in scena un personaggio nuovo e il chatbot lo caratterizza in base alle tue interazioni: vedi come ho introdotto i personaggi di Claire, Morel e Henri nella storia.

Non posso fare a meno di meravigliarmi di come talvolta l’IA sembra precedere e anticipare le mie intenzioni. Questi esperimenti confermano la mia impressione che l’intelligenza artificiale generativa non è soltanto una rete neurale probabilistica ma il nostro specchio di essere umani. Più aggiungi dettagli alla storia e più sembra che l’intelligenza artificiale entri in simbiosi con te. Non devi limitarti alle opzioni che il chatbot ti propone, ma devi sperimentare, inventare strade diverse, andare fuori pista per godere appieno dell’esperienza. Non devi andare dove ti conduce l’IA, ma condurre lei dove vuoi andare tu.

Ho chiuso volutamente l’avventura al termine della lunga giornata del 6 giugno, altrimenti il chatbot sarebbe andato avanti in eterno. Una cosa divertente e interessante è che mi sono fatto narrare brevemente gli eventi storici realmente accaduti nei luoghi da me toccati nel corso delle mie operazioni di recupero e gli ho chiesto di raccontarmi il destino dei miei personaggi sopravvissuti alla guerra. Mi ha persino mostrato la lettera che uno di loro avrebbe scritto parecchi decenni dopo la fine della storia.

Persino il titolo dell’avventura è stato suggerito dall’IA ispirata da una frase del racconto.

Ho reso pubblico il racconto per chi preferisce leggerlo direttamente sul web: https://chatgpt.com/share/68c1353b-2e9c-8001-ba5d-b3c43c2ea358

Per chi preferisce invece scaricarlo e leggerlo comodamente offline qui di seguito c’è il pdf.

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