DE BELLO LUDICO

2026

ProgettoILO AAR,Generale,Le Cronache del ProgettoILO Oath – Le Cronache del ProgettoILO – Cap. VI

Oath – Le Cronache del ProgettoILO – Cap. VI

Oath 8 maggio 2026

  • Riccardo Caneba – Cancelliere
  • Maurizio Amizzoni – Cittadino Giallo
  • Carlo De Luca – Esule Arancione
  • Matteo Castagnoli – Esule Blu

Poema eroi-comico-epico in dodici ottave

I

In cui si narra il proemio e si presentano i quattro eroi

Di Oath io canto la mirabil storia,
di regni, dadi, di possanza e onore,
di quattro eroi degni d’eterna gloria,
del Cancellier che fremeva d’ardore,
dei due esuli pescati dalla storia
e del Cittadin che li colpì al cuore:
or presta orecchio, o amico cortese,
ché mai più strane fur simili imprese.


II
In cui si narra della conquista dei vessilli da parte del Cancelliere e del Voto fatto dai Nomadi

Mosso dall’ardimento e dal pensiero
d’aver le casse più ampie in ogni cosa,
il Cancellier si mosse, cavaliero,
e prese ambo i Vessilli sanza posa:
del Popol l’uno, l’altro Oscuro e fiero,
li tenne stretti in mano vigorosa;
e il Voto dei Nomadi assicurò
sì che al rival davanti trionfò.


III
In cui si narrano le gesta del Cittadino che con l’aiuto del Cacciatore di Reliquie della fazione dell’Ordine entra in possesso di due reliquie

Il Cittadin, da astuto e vil meschino,
non andò in guerra con fiera bravura:
assoldò invece il Cacciator divino
dall’Ordine scelto qual sua creatura,
che senz’un graffio, quasi per destino,
ottenne due reliquie in gran ventura;
il Cittadin sorrise a rimirar lento:
“Se la mia ora verrà, son già contento.”


IV
In cui gli esuli trovano una visione ciascuno, ma per il momento inutilizzabili

Prese ogni Esul per sé la sua Visione:
il Blu la Rebellion tenea in petto,
l’Arancio di Conquista tutto ambizione
nutria nel cor, silenzioso e retto;
ma la terza Vision, qual conditione
per rivelare il lor segreto e detto,
tardava ancora, e il costo era volato:
restar in ombra fu il lor triste fato.


V
Che vede il Cancelliere costretto ad abbandonare il Vessillo del Popolo troppo costoso da mantenere e il Cittadino raccoglierlo

In quella Costa, terra piena d’inganno,
la Sala dei Giullari, atra e deserta,
impose al Vessil del Popol tale affanno:
sobillare la Folla a dir poco esperta
del Cancellier la cassa svuotò — che danno! —
sì che, per non perir, con mano aperta,
lasciò il Vessil fuggir con gran tormento,
il Cittadin lo colse, assai contento.


VI
In cui viene scoperta la Miniera ricca di favori

Laggiù, nelle terre ultime, la Miniera
colma di favori svelò il suo clamore:
una fonte di beni, assai più fiera
d’ogni altra, e il Cancellier con gran furore
vi corse, e l’Esul d’Arancio, da vera
volpe, già vide la rovina del signore;
ma in fretta la svuotarono entrambi,
lasciando solo terra e vani scambi.


VII
In cui l’esule Arancione ricordando che il patto del nonno stretto con i Nomadi gli portò molti favori, dà asilo presso la Miniera agli Arcieri a cavallo con l’intento di distogliere le riserve dei nomadi prosciugando così le casse del Cancelliere

L’Esul d’Arancio tratta rimembranza
dalle cronache del nonno di quel patto
esclamò: “Coi Nomadi è possanza!”
E senza indugio, compiuto ogni atto,
al luogo volse i passi e la sua danza
e con gli Arcieri consumò il misfatto:
donò la Miniera in cambio d’alleanza
e il Cancellier perdé peso e sostanza.


VIII
Che vede il Cancelliere con abile campagna militare sgominare i banditi da ben quattro territori e imporre il proprio dominio su di essi, mentre l’esule Blu trova una quarta Reliquia

Or il Cancellier, stanco di rapine,
mosse a guerreggiar per dominare:
i banditi cacciò, canaglie assassine,
e quattro terre prese a conquistare:
il Valico, il Deserto e al confine
la Pianura e la Miniera, a regnare.
L’Esul di Blu intanto, o caso strano,
colse la quarta Reliquia in sua mano.


IX
In cui il Cancelliere dà la caccia al Cittadino nella Costa Rigogliosa e quest’ultimo fugge via per timore di essere derubato delle reliquie

Nell’ombra il Cittadin tramava, e scura
era la trama e la Folla plaudente;
il Cancellier ebbe una sua paura:
“Quel mio rivale è troppo obbediente!”
Andò alla Costa, bizzarra sua cura,
a cercarlo, fingendosi prudente;
ma il Cittadin fiutò, prese il cammino
per la Foresta Selvaggia, il vil meschino.


X
In cui l’esule Arancione pesca la terza visione che dà la possibilità agli esuli di giocare le proprie visioni e in cui lo stesso esule decide di sottrarre il Vessillo Oscuro al Cancelliere

Al quinto turno uscì — o gran ventura! —
La Congiura, terza Vision, che cede
il velo: il Blu la Rebellion figura,
l’Arancio la Conquista. Or si vede
il gioco è chiaro! L’Arancio, in ment’oscura,
scarta La Congiura, giacché alla Fede,
Vision suprema, mira e con mano netta
sfila il Vessil Oscuro: sua vendetta.


XI
Che vede un fatidico 6 al tiro del dado al termine del quinto turno che decreta la fine della partita e la vittoria del Cittadino possedendo la maggioranza delle reliquie e dei vessilli

Ma al fin del quinto turno — o cieca sorte! —
il dado rotolò su un 6 insperato:
“La Fortuna ha bussato alle mie porte!”
gridò il Cittadin tutto rinato.
E d’ogni cuore le speranze morte,
già il dado avea per tutti decretato.
Così la sorte beffeggiò i presenti:
un riso solo, e tutti gli altri dolenti.


XII
In cui si celebra la proclamazione del nuovo Cancelliere e i suoi primi decreti: l’assunzione del titolo di Custode della Difesa e l’alleanza con l’Ordine

Così il Fior di Maggio, un dì vetusto,
la Cattedral dell’Assunta in Amore
incoronò ‘Maurizio Primo Il Giusto’.
Ei declamò alla sua gente con fervore:
“Custode della Difesa, titolo augusto,
e l’Ordine al mio fianco con ardore!”
Or si dia il via alla futura storia
che dirà se sarà tirannia o gloria.

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